Storia della baia di Monterey
La baia di Monterey ha un'enorme rilevanza geologica e biologica, con un'incredibile abbondanza di fauna e flora marina giusto prima delle coste del "Monterey Bay National Marine Sanctuary", che confina con quasi 450 chilometri dello spettacolare litorale californiano. Vi è un immenso e profondo fondale marino che crea un ambiente ricco di qualsiasi tipo di specie marina immaginabile, dal plancton alle lontre, dai delfini alle balene. A Monterey si trova pure un famoso acquario e la città è la via d'uscita verso la spettacolare area del Big Sur, dove montagne alte 1500 metri sovrastano il ruggente Oceano Pacifico.
La baia di Monterey fu il primo luogo che venne esplorato dagli europei in quello che sarebbe poi diventato lo Stato della California. Quando il Messico divenne indipendente, Monterey divenne la capitale provinciale di Alto California, e quando il territorio venne ceduto agli Stati Uniti, il nuovo Stato vi mantenne il convegno costituzionale. Svariate ondate di pesca industriale (anche di balene) sfruttarono la generosità dell'immensa della fossa marina, generando grandi profitti ma pure grandi perdite. John Steinebeck ("Grapes Of Wrath") nacque a Salinas e trascorse molto del suo tempo creativo scrivendo dell'area di Monterey nei suoi libri "Tortilla Flat" e "Cannery Row". Oggi, l'area è un misto di natura e cultura, di passato storico e presente vibrante.










